Moncler levati!

Io, siccome stavo cucendo e non avevo tempo, non ho visto Report e non ho letto nessun articolo sullo scandalo Moncler però mi sento di approfittare di questo fatto di attualità utilizzando ashtag delle cose che ho capito.

Le elenco: #moncler #oche #report #male

Allora quest’anno amici, ma soprattutto amiche, buttate i vostri Moncler e indossate il FRAC!

FRAC

Il Frac è una giacca con le code, il collo è un reverse di seta a scialle (cioè senza le punte), tre bottoni ad ogni lato, perché in realtà non si chiude mai e sono solo decorativi, due pence davanti e le riprese sulla schiena.

Io l’ho fatto con la seta azzurra e del crepe blu, una sola coda, per evitare lo sbatti dello spacco e quindi lo sfruttamento dei lavoratori (cioè me) e non ho messo i bottoni; anzichè la manica classica ho usato quella stile uomo, con ripresa perchè è più bella (a avevo già disegnato il cartamodello)

FRAC

Il Frac è perfetto per l’inverno (alle Canarie) e molto meglio del solito piumino macchiato di sangue di poveri animali/persone sfruttate. Al massimo è macchiato del mio, che mi pungo con gli spilli oppure mi taglio mentre sbuccio la mela.

FracFrac

Costi vs Monler

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Nati con la camicia

Era il 1983, usciva “Nati con la camicia“. Bud Spencer e Terence Hill si menavano con le sberle onomatopeiche e i bambini crescevano sani e forti senza internet.

Nascevo anche io, senza camicia e così ho deciso di imparare a farla. Ci ho messo diversi mesi, lezioni, sbatti e imprecazioni. Alla fine ce l’ho fatta, è venuta la solita roba gay-friendly che piace a me, ma forse non solo a me. Infatti la indossa per noi il famosissimo Beppe Bertuzzi, rappresentante di spicco della mascolinità lodigiana (che si aggiudica subito la top 3 della galleria celebrities)


UNO Ciclofficina

Beppe è nato con la camicia, ma non la mette mai: falso magro, ricco (gestisce con successo la rinomatissima Uno Ciclofficina di Via Solferino) e fidanzato con Erika (ladro).

Beppe e ErikaIndossano entrambi manufatto: Erika in gonna a vita alta a piegone e top vintage di uncinetto; Beppe in camicia floreale dal taglio classico, anzi, classicissimo con polsino per gemelli (si ringrazia Cinelli per gli 0,00 € di sponsor).

Gemelli

Erika poi si cambia senza paura in un angolo buio  nello spogliatoio della Ciclofficina, di fianco a Nibali e indossa altro manufatto: gonna a tubo a vita alta con spacco, per agevolare le manovre di manutenzione ciclistica

Erika

 

Oggi grazie a Beppe e Erika abbiamo imparato che:

  1. non serve rinunciare all’eleganza per essere sportivi
  2. non serve nascere con la camicia per essere fortunati, basta mettersela (o imparare a farsela)

Dopo la prima camicia ho dovuto starne un pò alla larga, come alla Sambuca dopo una sbronza di amari, poi sono risalita a cavallo e ne ho fatta un’altra: di seta da donna, 8 bottoni e manica corta; non è detto che sia l’ultima!

Camicia davantiCamicia dietro

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Le sgabelle

Care amiche, è finalmente tornata l’estate! E con lei la passione per il calcio, che tutte ci accomuna. Quest’anno gli azzurri ci metton d’accordo tutte sotto un’unica bandiera (che vinca il migliore).

Marchisio

Sarà il risveglio ormonale, le ansie della prova costume, i ritmi incalzanti della disoccupazione? Sa il cazzò, come dicono a Paris, ma ci stiamo dando da fare più del solito, che ultimamente è zero, quindi è un aumento sensibile delle attività.

Allora ecco che a grande richiesta tornano le interviste manufatte: amiche fighe e simpatiche, con tantissimo tempo libero, si prestano a farsi fotografare di manufatto vestite, smosse anche dai lauti compensi a 5 zeri (dopo la virgola).

Le Sgabelle

Le SgaBELLE

Chi sono le sgabelle?

Annini e Idi. Praticanti di ignodanza contemporanea. Sgabello è un parola e un oggetto ignorante che non si prende troppo sul serio. Ci piaceva

Cosa fate?
La danza. Ma in realtà di solito ci facciamo semplicemente entusiasmare da quello che vediamo e sentiamo, che può essere un tallone come un hamburger o un amore, un limone. E poi ci fomentiamo a vicenda e diciamo: si si lo facciamo, lo facciamo! Gasate come l’acqua brillante e convinte come Britney in “Baby one more time”. Credendo nell’idea ma senza prendersi troppo sul serio.

Possiamo pure dire che questa è veramente la chiave del progetto Sgabelle. La danza contemporanea di oggi infatti, in Italia come all’estero, tende a essere troppo intellettuale. Molti lavori coreografici si perdono nelle loro supercazzole a discapito del divertimento e della spontaneità del movimento, quindi della danza stessa.

Le Sgabelle vorrebbero proprio spogliare la danza cosiddetta contemporanea di tutti quei fronzolacci inutili, riscoprendo il movimento semplice e fine a se stesso e, se proprio necessario, affrontando temi non eccessivamente carichi di pathos inutile e che dai, è pesante.

e Cosa facevate prima? e cosa farete per il vostro 18esimo?

Allora. Prima facevamo il liceo e ascoltavamo gli Hanson mangiando le focacce e i Fonzies. Poi come nel migliore dei cliché, un po’ alla Flashdance ci siamo incontrate e innamorate all’Accademia di danza contemporanea a Milano dove ci siamo formate e abbiamo convissuto per 3 anni fra scarpette rosa, puzza di piedi, lavoro duro, ascelle pezzate, corpi stremati e rincoglionimento d’artista.

Poi Ilaria è diventata impiegata di 5 livello e Anna è una specie di Mecenate, si dice venda spettacoli e eventi artistici vari a pochi euri come al Lidl o gli indiani sui Navigli. (Altri ancora dicono che sia il Briatore della danza contemporanea).

Al nostro diciottesimo compleanno vorremmo perdere la verginità!!! (^.^) *o* xoxo

sgaBELLE

La cosa più bella e la cosa più brutta della danza?

La cosa più bella della danza è che non ti serve nient’altro che il tuo corpo per praticarla.

La cosa più brutta è la condivisione del sudore e l’odore di piedi.  

sgabellissime
Perché avete scelto manufatto?

Perché Costi è fregna, brava e ci offre pure le siga. Più nello specifico ci piace collaborare con persone che hanno una bella testa e che si prendono bene a creare queste situazioni, dove si tirano in piedi cose belle e si condivide molto.

dove possiamo trovarvi

Per ora ad Affori, Hong Kong (se passate buttate un occhio da Pizzeria da AJI, facile che siamo lì).

Fra poco faremo dei video comunque e poi ci adoperiamo con il feisbu. Intanto provate qui 

Le sgabelle interpretano per noi Degas: “before the ballet” e “ballerina dal fotografo”

Before the ballet

Ballerina dal fotografo

Le sgabelle indossano manufatti della collezione 2014: gilet dubleface verde smeraldo-floral e borgogna-amarillis; tailleur “grace kelly”(gonna a pieghe a vita alta e bolero in taffetà con fantasie geometriche nei colori pastello); abito senza maniche con gonna in pizzo ricamato borgogna e profondo scollo a v sulla schiena.

Reversible gilet Manu_Degas

 

 

 

 

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Sulle orme di Hopper

Stavolta proponiamo difficile parallelismo tra Noi e Edward Hopper, oggi sbrigativamente definito “pittore realista americano”. La scelta nasce dal carattere riservato, tranquillo e schivo (come noi) di Hopper, che non offre molti appigli romanzeschi.

Hopper

Le Manufattucchiere

Nasce nel 1882 a Nyack, una cittadina a poca distanza da New York Nascono nel 1992 a Lodi (California), cittadina poco distante da Milano
Fu disegnatore e pittore assai precoce, incoraggiato in famiglia e, in particolare, dalla madre enfant prodiges già dall’asilo. Entrano su segnalazione alla scuola di taglio di Catina (Vivienne Westwood della bassa)
Per avere un mestiere che lo sostenesse economicamente, fu indirizzato a seguire la scuola di illustratore: un lavoro che in seguito odiò Negli anni dell’affermazione si dilaniano con lavori di merda (on going)
Nel 1900 frequentò la scuola d’arte di New York e per mantenersi fece il mestiere di illustratore e di insegnante e poi di incisore. Hopper è stato un grande, come avviene raramente negli artisti, in tre tecniche diverse: l’olio, l’acquerello e l’acquaforte. Non ha usato l’acrilico, per quel che ne so, che del resto fu disponibile per i pittori solo dal 1960. Le Manufattucchiere primeggiano in numerose tecniche sartoriali: dalla classica scuola dell’alta moda di taglio e confezione, fino all’uncinetto, il ricamo e la maglia.  Si distinguono non usando mai laboratori cinesi
La sua carriera artistica stentò molto a decollare e iniziò ad avere successo relativamente tardi, così da potersi mantenere con la sola pittura Ecco qui niente in comune: la carriera artistica decolla senza problemi. La fama e il denaro le investono come un pullman guidato da un cieco che gioca a candy crush sul cellulare.
Dopo un periodo di appannamento della fama, nel secondo dopoguerra, dovuto all’esplosione dell’astrattismo, con l’avvento della pop art iniziò la sua rivalutazione La fama e il denaro affiancano senza sosta la loro carriera, senza cambiarle mai.

 Separati alla nascita: non potevamo far altro che reinterpretarne le opere maggiori.

Girl at the sewing machine – la ragazza che cuce indossa abito in velluto-cotone fantasia, corpetto con ripresa arrotondata e maniche a sbuffo

Girl at the sewing machine

Morning sun – tubino dipinto a mano con profondo scollo sulla schiena

Morning Sun

Summer time – abito di velluto a coste con collana di borchie

Summertime

Automat – vestitino in cotone con corpetto con ripresa arrotondata

Automat

 

Nighthawks – cravatta di velluto d’oro e vestito di velluto a coste

Nighthawks-i nottambuli

Sunday  – gilet dubleface per esemplare di barista anni ’50

Sunday

Special thanks to:

Simo Fruhling, inseparabile compagna di minchiate avventure, soprattutto nel censurato “ritorno a Villa Braila con tutore”

Ciccio del Wellington, che ha sfidato un hungover domenicale nonostante l’età avanzatissima

Giulia che ha fatto le veci di Arianna Angeloni (ormai australe) e ha fatto le foto!

Il bar seven e il coffee Move

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Il ritorno dei bravi ragazzi

Quest’anno abbiamo scoperto che esiste la moda anche per il maschio. Non stiamo parlando di moda-uomo ma di uomo-di-moda: qual è il genere di maschio che tira?

Abbiamo ripercorso per voi le tendenze del passato, per prevedere le sorprese che ci riserva la prossima stagione.

La prendo lunga e parto dal 450 a.C. con “Il canone” di Policleto: trattato sulle proporzioni dell’anatomia umana, ispirazione e base del classicismo greco, di cui il Doriforo è perfetta rappresentazione, nonché amabile applicazione pedissequa dell’arte architettonica e delle proporzioni (nel Doriforo ad esempio la testa del soggetto è 1/8 dell’altezza, 3/8 il busto, 4/8 le gambe). A noi ci piacciono le proporzioni, quindi “Bravo Policleto, molto bello; c’è solo una proporzione su cui ci sentiamo di dirti che c’è da lavorare”

Doriforo

Come non citare di conseguenza un altro fissato amante delle proporzioni: Leonardo da Vinci e il suo uomo vitruviano, perfetto esemplare di maschio inscritto, il cui apotema sono gli arti (anche in questo caso, non quelli che ci aspettavamo). Tanto apre l’omo ne le braccia, quanto ella sua altezza

Uomo Vitruviano

Saltando il buio medioevo a piè pari, passiamo direttamente al Rinascimento: qui gli uomini sono sani, belli, possenti. Soprattutto quelli di Michelangelo, che addirittura mette Gesù muscoloso nel Giudizio Universale.

Giudizio Universale

Oggi il canone predominante sembra essere l’uomo muscoloso, con spalle larghe e fianchi stretti, che in un certo senso richiama le figure possenti di Michelangelo, ma svuotate dell’armonia che il Buonarroti sapeva donare ai corpi, sia maschili che femminili, da lui spesso similmente rappresentati.

David-Beckham-per-Armani

Tuttavia de gustibus non disputandum est, perciò affianco ai soliti muscolosi compiano i generi di sex symbol più dispErati, uno per tutti l’hipster.

Comunque, siccome è inutile negare che il maschio sia in crisi (meno 52%, dati ISPO) e “non ci sono più gli uomini di una volta” (Giannina, 2013) è ovvio e quantomeno auspicabile, che si osservi un ritorno al passato.

Dai nostri laboratori di ricerca è infine emerso che nel 2014 l’uomo di moda è il vintage: quindi basta stracciarsi mutande per bohemienne drogati che pesano meno di noi e si tingono i capelli, largo al vecchio perché il must have della stagione è il BRAVO RAGAZZO.

E per aiutarvi a riconoscerlo, vi forniamo di seguito una breve guida al bravo ragazzo:

−        alle superiori lo schifavi

−        piace a tua nonna

−        al primo appuntamento ti invita a cena

−        sa aggiustarti cose in casa

−        è educato e risponde sempre ai messaggi

−        parla con le tue amiche, anche quelle brutte

−        porta la cravatta

Alleghiamo diapositiva di un esemplare recentemente ritrovato in Val Padana e perfettamente conservato sotto spirito.

Il bravo Ragazzo

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Manufatto Pride

Gli antichi filosofi orientali ne sapevano a pacchi e hanno sempre qualcosa da insegnare a noi fanciulle dei tempi attuali. Noi, che siamo solite contrapporre l’universo femminile a quello maschile come due entità nettamente distinte, lontane anni luce, spesso incapaci di comunicare tra loro  e di capirsi (un po’ come il Pd e il suo elettorato, per capirci), dovremmo forse, qualche volta, dare ascolto all’antica saggezza cinese:

“Lo yin e yang sono opposti: qualunque cosa ha un suo opposto, non assoluto, ma in termini comparativi. Nessuna cosa può essere completamente yin o completamente yang; essa contiene il seme per il proprio opposto. Per esempio, ogni uomo ha dentro di sé una parte femminile così come una donna una parte maschile.”

Il pensiero è affascinante, ancora di più quando gli insegnamenti del taoismo aggiungono:

“Lo yin e lo yang si trasformano l’uno nell’altro: a un certo punto, lo yin può trasformarsi nello yang e viceversa. Per esempio, la notte si trasforma in giorno; il calore in freddo; la vita in morte. Ma senza una netta distinzione.”

 E se è l’uomo a trasformasi in donna  e viceversa? Quanto siamo maschie? E quanto di femmena l’uomo porta in sé?

Caro Confucio, oggi anche  l’Occidente ha scoperto che il maschio può essere metrosexual. Siamo andate ad indagarlo con un esperimento fotografico-manufattucchiero, di cui è musa ispiratrice Hana Pesuth, fotografa canadase che un anno fa ha lanciato il progetto Switcheroo, dove coppie uomo-donna si scambiano vestiti ed identità:

Hana Pesut

Reinterpretano il progetto per noi l’obiettivo di Arianna Angeloni e la entusiastica partecipazione di amiche e fidanzati vari in un pomeriggio di puro divertimento (sperando che le beghine del quartiere fossero troppo prese dal rosario della domenica per accorgersi del gay pride che aveva luogo nel giardino di Giulia). Tra l’altro, visto che agli uomini è piaciuto molto sculettare e sgambettare, noi ve lo diciamo, pare che nel mondo della moda stia avendo molto successo tale Andrej Pejić, androgino personaggio che di mestiere fa la modella.

AndrejA

Tornando a noi, partiamo con le proposte manufatte:

Nico e Costi: quando un paio di gambe maschili gareggiano in femminilità. Vestono un binomio handmade di abito manufatto con gonna di seta a motivo floreale e cerniera centrale, scarpe e t-shirt monkey garage, impreziosite da cappellino in lana manufatto:

C&N

N&C

I Grazzani: skateboarding for ladies. Lei si piglia il look Dumb skateboard con innesto di cravatta manufatta, lui si mostra very confident con look giaguarone e  sciarpa manufatta, per non parlare delle francesine tacco 16 e le calze parigine.

R&G

G&R

Coniugi Bertuzzi: la tennista e il ciclista e viceversa. Erika pronta per la ciclofficina con grembiulone da lavoro e gilet manufatto chic, Beppe in versione Sharapova con le più belle gambe del circondario e con parigine d’abbronzatura, nuova moda se volete sfidare la brezza di novembre a gamba nuda.

E&B

B&E

The Cremetti’s: quando la coppia condivide la vita e le passioni. Damiano a piedi nudi in versione mediorientale con turbante, Sabrina biker con bicicletta metrosexual.

S&D

D&S

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Num del Rüd

Ovvero la storia di 5 ragazze come noi

Num del Rud

Giovani, carine, disoccupate. Un po’ sciatte forse: shopping, parrucchiere ed estetista non sono le loro priorità. Le abbiamo incontrate nella bassa, mentre passeggiavano e frugavano nei bidoni del rudo.

sabri fa shopping

Le loro vite erano vuote e senza senso, scandite dal rumore degli euro infilati nelle macchinette, racimolati davanti alle chiese grazie alla generosità di ricche signore locali.

generosa signora fa l'elemosina

Poi un giorno accadde che nel bidone giallo trovarono qualcosa di diverso. Qualcosa che cambiò per sempre le loro squallide vite.

assalto al bidone Caritas

Sembravano vestiti abbandonati come tutti gli altri, invece erano abiti fatti a mano. Eccole le 5 sciattone ragazze, riscattate grazie alle mani delle Manufattucchiere e & Frühling design, ancora una volta unite contro il cattivo gusto.

Roberta: insegnante di inglese, indossa abito vintage by Frühling

RobertaChiara: esperta in formazione, indossa abito handmade by Frühling

ChiaraSabrina: cantante, indossa giaccia chanel by Manufattucchiere

SabrinaDalia: direttrice di rivista di moda, indossa abito handmade by Fruhling

DaliaErika: insegnante di tennis, indossa maglietta bi-color by Manufattucchiere

Erika

Se anche tu sei stufa di venir rimbalzata dalle peggio agenzie interinali, di ritoccare in photoshop la tua foto del CV (più figa di un tot vai bene solo per certi lavori…), se vuoi dare una svolta alla tua vita, ordina subito il tuo vestito su misura alle Manufattucchiere & Fruhling Design!!!

Num del laurà

Dovrai spegnere il telefono, chiudere il tuo account linkedin, falsificare il tuo CV (stavolta al ribasso), oscurare il tuo profilo facebook dalle ricerche, perchè il mondo del lavoro vorrà solo te!

all pics by Arianna Angeloni

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La Petite veste noir – the little black jacket

1954: Coco Chanel la vede indossata dal personale dell’hotel austriaco Schloss Mittersill. È una semplice kaiserjäger tirolese a quattro tasche, profilata da un bordo intrecciato. Coco pensa di crearne l’equivalente femminile, così nasce la sua famosissima giacca ed è subito la rivoluzione del guardaroba delle donne. Abbandonate completamente le strutture rigide degli anni ’50, la giacca può finalmente essere portata da sola, senza la gonna del tradizionale tailleur; piccola, squadrata, in tweed con ampia vestibilità. “l’eleganza di un abito sta nella libertà di muoversi” dice Chanel, perciò toglie l’imbottitura sulle spalle e aggiunge le tasche, che permettono alle donne di infilarci le mani dentro, gesto che allora era riservato solo agli uomini.

Chanel

Anni ’60: La petite veste noir diventa famosa quando la indossano i divi dell’epoca, Jeanne Moreau, Marlene Dietrich, Romy Schneider e Chanel in persona. Immortalata in bianco e nero, la petite veste noir non ha stagioni, la indossano uomini e donne, di giorno e di sera. Mia madre in persona ne ha fatte fare credo 70mila dalla sua sarta, finanziandone l’educazione di tutti i nipoti e le generazioni future.

little black jacket

2012: Karl Lagerfeld (direttore creativo di Chanel) e la stilista Carine Roitfeld reinterpretano liberamente il classico di Chanel e la fanno indossare ad un eclettico cast di celebrities: pittori, attori, artisti, rockstar, modelle vengono immortalati da Kaiser Karl, stilista e fotografo, e gli scatti vengono pubblicati nel libro “la petite veste noir: un classique Chanel revisité par Karl Lagerfeld et Carine Roitfeld”. Il primo scatto ritrae la stessa Carine Roitfeld e l’ultimo Anna Wintour (immortalata di spalle ma riconoscibilissima per l’inconfondibile caschetto biondo), passando per Sarah Jessica Parker che la indossa a mo di copricapo, Yoko Ono con cilindro e la modella Joan Small che la annoda al seno.

petite veste noir by Karl

2013: Le Manufattucchiere, che come sempre copiano si ispirano ai grandi nomi della moda, ripropongono la petite veste manufatt. Siccome non ci crediamo agli stereotipi di genere, la giacca Chanel l’abbiamo disegnata in taglia 50 unisex: l’effetto uomo-donna è diverso, praticamente si invertono i ruoli.

petite veste manufatt

Tolto il profilo a bordo intrecciato e le tasche, rimangono i classici 5 bottoni, ma le asole sono rosse (un pò giappo, cit. Filipe Casaca).

a taste of japan

La manica è lunga esattamente come la giacca, e arrotolata svela l’interno in oro.

double face

La petite veste manufatt infatti è double face: fuori nero, dentro oro. Si può portare rovesciata in elettronico come fanno le celebrities

celebrities

Parfois classique, parfois irrévérencieux, mais toujours Chanel Manufatt

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Electro-Lemon

Ingredienti:

2 kg di limoni non trattati

1,3 kg di zucchero

1

2

3

Lavate accuratamente i limoni passandoli, asciugateli e tagliateli a fettine sottilissimi. In una pentola, meglio se in acciaio a fondo spesso, portate a ebollizione i limoni con 6-7  litri di acqua fredda. Lasciate riposare per mezz’ora poi scolate il tutto, eliminando l’acqua. Nel frattempo portate a ebollizione, in un’altra  pentola, lo stesso quantitativo  di acqua, trasferitevi i limoni scolati, fate riprendere il bollore e spegnete. Fate  riposare, coperto, per mezz’ora;  quindi sgocciolate i limoni in uno scolapasta. Raccogliete i limoni in una pentola, copriteli con lo zucchero e lasciateli riposare per una notte in frigorifero. Il giorno successivo, togliete dal frigo il recipiente e lasciatelo a temperatura ambiente per una decina di minuti. Poi mettetelo su fuoco basso e portate lentamente a ebollizione. Cuocete, mantenendo il fuoco basso, per 20-30 minuti mescolando spesso, finché la marmellata risulterà leggermente densa.

4

Da consumarsi preferibilmente entro: fine del mondo.

Annalisa indossa: elektro-Jacket reversibile, in tela impermeabile color oro; 5 bottoni con asola rossa

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“Vacanze” manufatte-estate 2013

Se vi siamo mancate (ma anche no) è perchè siamo state un po’ in “vacanza”.

Come sempre il viaggio per noi è RICERCA, di nuovi sportivi sport e delle tendenze per la prossima stagione. Non ci riposiamo mai e siamo cariche come una mina.

Costanza per esempio è andata a Malta (….) dove s’è fatta un mazzo così ad accompagnare adolescenti in giro per l’isola. Tra un micro sonno sul bus e una doccia al volo ha scoperto che anche nelle isole in mezzo al mediterraneo la moda è sempre al centro dell’attenzione e le griffe più importanti si susseguono in ogni angolo

griffe in Malta

Durante le escursioni isolane abbiamo incontrato manufattucchiere locali (maltufattucchiere, come le chiamano sull’isola), ormai arricchite dopo anni di attività, con le quali abbiamo intrecciato rapporti e steso contratti milionari per future collaborazioni. Nell’alta moda ci si intende al volo.

Maltufattucchiere

Giulia dopo una vacanza super rilassante all’isola d’Elba si è fatta prendere da un ritorno di gioventù, e sta scontando in questi giorni i troppi mojitos, i bagni notturni in piscina, le biciclettate bar to bar e le danze sfrenate in locali tardo adolescenziali; insomma tutte ste cose che alla nostra età ormai non ci si fa più (tranne se ti chiami Zazio Laura, e allora dopo aver bevuto il mondo e dormito quattro ore, puoi farti una giornata di lavoro e non sentirla). Tutto ciò naturalmente al grido di “Cariche come mine!”

Cariche

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